ci vuole fegato

Nella vita ci vuole fegato, sempre e comunque. Ma molti ne hanno bisogno più di altri.

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Utente: annalisagennaro
lavoravo a tempo pieno, scappavo nei fine settimana in giro per l'europa, mi divertivo parecchio devo dire. e avevo anche un gorgogliante fidanzato-marito - ce l'ho ancora a dire la verità. poi il malmostoso principe del piemonte e il superbimbo mi hanno cambiato la vita. non dormivo da circa due anni, ma recentemenre mi sono affidata a rimedi fitoterapici per seccare il grande. ho perso 50 anni di vita quando mi hanno annunciato che il piccolo aveva bisogno di un trapianto di fegato. ma ora è tutta un'altra storia.

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mercoledì, 13 gennaio 2010

Appunti di ottobre - II

mer 14 ottobre 2009

È notte fonda e guardo dormire tranquillo il Superbimbo. È arrivato, il fegato è arrivato. O almeno teniamo le dita incrociate che possa essere quello giusto per lui.

Erano le 21.30 ieri sera quando il Sig. Tante Domande mi telefona, la voce rotta dall'emozione: 'Hanno chiamato dalle Molinette. È arrivato il fegato. Torna.'. Era lui di turno. Nella sua voce tutta la tensione, la stanchezza, l'amore per il nostro bambino. Stavo preparandomi per andare a letto con il Principe del Piemonte e invece gli ho spiegato cosa stesse accadendo, in fondo aveva assistito a tutta la telefonata in incredibile silenzio. Mi fissava stravolto. Il giorno successivo avrebbe chiesto alla nonna dove sarebbe finito il fegato malato e lì su due piedi è stato inventato un bidone speciale. Una risposta che lo ha stupito, ma anche soddisfatto nella sua semplicità.

Non ho provato felicità. Contrariamente a quanto mi sarei aspettata di provare, neanche un grammo di felicità. Ho provato sollievo. Un profondo sollievo e tanta voglia di dormire.
Hanno chiuso l'uscita per Abbadia di Stura e mi è toccato percorrere tutta la tangeziale attorno alla città. Una variante che non avevo mai provato prima, ho guidato stremata su una strada completamente vuota a notte fonda, con il pensiero di arrivare il prima possibile.

Un digiuno, prelievi, l'ultima radiografia e poi entriamo in sala. Mi chiedo che giornata ci aspetti.



gio 15 ottobre 2009

Una giornata strana. Alla fine non ho trovato altro aggettivo che potesse descrivere meglio la giornata del tuo trapianto.
Alle 13.00 ti abbiamo salutato con le lacrime agli occhi. Poi più nulla fino all'1 di notte, quando l'intervento è finito.
Una giornata di sole, splendida anche se freddina. L'abbiamo trascorsa a pranzare con calma a Eataly, a passeggio per Torino come due turisti, cena in una brasserie del centro, la prima che abbiamo trovato, dove i nostri pensieri sono stati accompagnati da un coinvolgente jazz anni '90. Non abbiamo parlato quasi. Mi chiedo quanto la paura di soffrire possa rinchiuderti in una bolla di sapone e portarti lontanto. Non avrei sopportato l'attesa fuori dalla sala operatoria.

Dicono che l'intervento sia andato per il meglio, il fegato lo abbiamo ricevuto da una giovane ragazza. Che ancora oggi ringraziamo. Non abbiamo voluto sapere di più. Il nuovo organo è troppo grande per il suo pancino per cui hanno applicato una placca in materiale speciale che verrà 'pinzata' gradualmente fino ad essere rimossa definitivamente. Il Superbimbo dovrà rientrare in sala operatoria altre volte.

Alle 3.00 abbiamo attraversato la strada, siamo entrati nell'hotel di fronte dove ho trascorso una delle migliori notti da anni: un letto singolo, lenzuola pulite, una coperta di lana calda e pesante. Non ho pianto, non ho sofferto, ho sospeso i sentimenti. E ho dormito un sonno profondo.

postato da: annalisagennaro alle ore 11:59 | link | commenti
categorie: trapianto
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